IT USD

Preferenze di acquisto

Lingua e valuta

IT · USD
NEW CUSTOMER CODE: FIRSTFETCH
Un elaborato abito rosa e crema con cuffia e gonna a più strati

La cultura

Le origini dello Sweet Lolita

Dal romanticismo rococò al kawaii giapponese

Di isabellaAggiornato 5 min di lettura

Un abito Sweet Lolita può sembrare quasi troppo grazioso per essere vero.

Gonne vaporose.

Nastri.

Pizzo.

Colori pastello.

Piccoli fiocchi.

Fragole, torte, fiori, orsi, nastri e altri motivi fantasiosi.

A prima vista potrebbe sembrare una fantasia del tutto moderna.

Osservandolo meglio, però, affiorano tracce di tradizioni dell’abbigliamento molto più antiche.

La silhouette arrotondata.

Le decorazioni elaborate.

I colori romantici.

La passione per pizzi, nastri e ornamenti.

La sensazione di vestirsi come una bambola.

Lo Sweet Lolita non è nato dal nulla.

È stato creato in Giappone reinterpretando elementi scelti della moda europea storica, le idee giapponesi di tenerezza e il linguaggio visivo della moda di strada moderna.

Tra i riferimenti storici più spesso associati al Lolita ci sono le decorazioni sontuose del Barocco e del Rococò e le silhouette degli abiti vittoriani.

Queste epoche, però, non sono state semplicemente copiate.

Sono diventate ingredienti.

E in Giappone quegli ingredienti hanno dato vita a qualcosa di nuovo.


Il Barocco

Il gusto per l’esuberanza

Molto prima che il Lolita venisse associato ad abiti pastello e fiocchi enormi, la moda europea aveva già una lunga passione per l’eccesso visivo.

La moda barocca richiamava grandiosità, decorazioni elaborate e il desiderio che il lusso degli abiti fosse ben visibile.

Tessuti preziosi.

Passamanerie.

Ricami.

Gioielli.

Ornamenti di grandi dimensioni.

Il corpo stesso poteva diventare un mezzo per esibire ricchezza, abilità artigianale e rango sociale.

L’estetica barocca non è il modello diretto di un abito Sweet Lolita moderno.

Ma il suo amore per l’ornamento si riconosce facilmente nei modelli Lolita più elaborati.

Basta osservare un abito Sweet Lolita contemporaneo ispirato alle principesse:

strati di pizzo,

numerosi nastri,

bottoni decorativi,

motivi ricamati,

grandi fiocchi,

pannelli ornamentali,

e dettagli costruiti con cura che si contendono lo sguardo.

Nulla impone il minimalismo.

Le versioni più elaborate sembrano quasi rivendicare che l’abbondanza può essere un valore.

È qui che il confronto con lo spirito barocco diventa utile.

Lo Sweet Lolita non è abbigliamento barocco storico.

Ma in entrambe le estetiche la decorazione ha un significato.


Il Rococò

Il cuore romantico dello Sweet Lolita

Se il Barocco porta la grandiosità, il Rococò ci avvicina al mondo emotivo che molti associano allo Sweet Lolita.

Il Rococò si sviluppò nell’Europa del Settecento come stile decorativo più leggero e giocoso.

Rispetto alla magnificenza più imponente del Barocco, divenne noto per l’eleganza, la delicatezza, gli ornamenti asimmetrici, i colori pastello e le immagini romantiche.

Rosa.

Azzurro polvere.

Verde menta.

Crema.

Lavanda.

Delicati motivi floreali.

Nastri.

Volant.

Pizzo.

Chiunque abbia osservato con attenzione lo Sweet Lolita riconosce subito questi colori e queste forme.

Il legame è particolarmente evidente negli abiti con una tavolozza quasi da pasticceria.

Un abito rosa pallido ricoperto di nastri e rose.

Una gonna verde menta decorata con torte.

Un JSK color lavanda incorniciato dal pizzo.

Una cuffia bordata di delicati volant.

Questi modelli possono sembrare interamente giapponesi e del tutto contemporanei.

Eppure la loro atmosfera romantica richiama spesso il mondo decorativo dell’Europa settecentesca.

Ecco perché il Rococò è un riferimento importante quando si parla di Sweet Lolita.

Offre un vocabolario visivo di delicatezza, ornamento e fantasia, senza imporre un modello storico rigoroso.


L’epoca vittoriana

Costruire la silhouette

C’è poi un’altra influenza importante:

la moda vittoriana.

Se il Rococò aiuta a comprendere il lato decorativo e romantico del Lolita, gli abiti vittoriani offrono un altro riferimento per capirne la silhouette e la struttura del guardaroba.

Scolli alti.

Corpini aderenti.

Maniche arricciate.

Colletti di pizzo.

Polsini decorati.

Gonne ampie.

Sottogonne sovrapposte.

Fiocchi.

Le forme dell’abbigliamento femminile e infantile dell’Ottocento si riconoscono spesso nell’attento equilibrio del Lolita tra coprire il corpo e decorarlo.

La silhouette è particolarmente importante.

Una gonna Lolita non ricade semplicemente sul corpo.

La sua forma viene costruita.

Una sottogonna o un’altra struttura sottostante crea volume, producendo la silhouette arrotondata o a campana diventata uno dei tratti distintivi della moda Lolita.

È uno dei motivi per cui può apparire così diversa da un comune abito contemporaneo.

Il vestito non si limita a seguire il corpo.

Disegna una nuova forma attorno ad esso.


Il Lolita non è un costume vittoriano

La distinzione conta.

Guardando un abito Lolita, si può essere tentati di dire:

«È vittoriano».

Oppure:

«È rococò».

Nessuna delle due descrizioni è del tutto esatta.

Il Lolita è una moda giapponese moderna.

Il Victoria and Albert Museum lo descrive come uno stile di strada giapponese emerso negli anni Novanta, che unisce riferimenti storici come il Rococò e l’estetica vittoriana alle idee giapponesi di tenerezza e alle sottoculture contemporanee.

Il Lolita, quindi, non ricrea un guardaroba storico.

Sceglie elementi dalla storia.

Un designer può riprendere un colletto vittoriano.

Una disposizione di nastri ispirata al Rococò.

Una silhouette da bambola.

Una stampa moderna.

Un motivo kawaii giapponese.

E riunire tutto in un abito completamente nuovo.

Questa scelta degli elementi è essenziale.


Il contributo del Giappone

I riferimenti storici da soli non bastano a spiegare lo Sweet Lolita.

Altrimenti lo chiameremmo semplicemente moda europea storica.

La trasformazione avvenne quando quei riferimenti incontrarono la cultura giovanile giapponese e il duraturo interesse del paese per ciò che è tenero e grazioso.

La moda giapponese aveva già sviluppato un linguaggio visivo ben definito attorno al kawaii.

Personaggi teneri.

Bambole.

Oggetti in miniatura.

Dolci.

Fiori.

Animali.

Motivi infantili.

Colori delicati.

Accessori giocosi.

Queste idee potevano diventare abiti.

Con il tempo entrarono nel vocabolario visivo del Lolita.

È qui che un abito Sweet Lolita moderno comincia a distinguersi dai suoi riferimenti europei.

Un abito vittoriano può avere del pizzo.

Un abito rococò può avere dei nastri.

Ma un abito Sweet Lolita può riunire:

pizzo + nastri + fragole + orsi + motivi di torte + un fiocco gigante + una sottogonna + rosa pastello.

Il risultato non è una ricostruzione storica.

È fantasia.


Dalla storia europea a Harajuku

La storia, dunque, non finisce nell’Europa del Settecento o dell’Ottocento.

Arriva infine in Giappone.

La moda Lolita emerse come sottocultura riconoscibile della moda di strada giapponese alla fine del Novecento, soprattutto nella scena alternativa di Harajuku. Negli anni Novanta lo stile acquistò contorni sempre più definiti, mentre i marchi specializzati contribuirono a stabilirne il linguaggio visivo.

Marchi come Baby, the Stars Shine Bright e Metamorphose divennero presenze importanti in questo ambiente in crescita. Altre etichette esplorarono le varianti Gothic, Classic e interpretazioni sempre più elaborate.

Il risultato non fu una riproduzione museale dell’abbigliamento europeo.

Fu moda di strada.

Qualcosa che si poteva indossare davvero.

Che poteva appartenere a una comunità.

E che poteva evolversi.

Lo Sweet Lolita divenne una delle espressioni più riconoscibili di quell’evoluzione.


Più di un abito

Descrivere lo Sweet Lolita soltanto come «vestiti carini» lascia quindi fuori una parte importante.

L’abito è solo la superficie visibile.

Dietro c’è una lunga serie di riferimenti visivi.

Tradizioni decorative europee.

Silhouette vittoriane.

Cultura kawaii giapponese.

Moda di strada di Harajuku.

Designer indipendenti.

Comunità di sottoculture.

Riviste stampate.

Musica.

Illustrazione.

Fantasia.

E l’immaginazione personale di chi lo indossa.

La moda Lolita, quindi, non è un costume storico.

E non è soltanto una tendenza moderna.

È un collage di epoche.

Idee visive vecchie di secoli possono convivere con il design giapponese contemporaneo.

Un nastro ispirato al Rococò può stare accanto a una moderna stampa di cartoni animati.

Una silhouette vittoriana può accogliere un motivo di fragole.

Una cuffia d’ispirazione storica può essere abbinata a scarpe con plateau.

Il passato non deve per forza restare nel passato.

Può essere ridisegnato.


Due persone in abiti Lolita di strada sotto un parasole bianco

10% di sconto sul tuo primo ordine

Iscriviti per ricevere aggiornamenti su novità e prodotti riassortiti.

Nessuna spesa minima. Solo sul primo ordine. Un utilizzo per cliente.